Con questo progetto abbiamo l’ambizione di arrivare a coprire un vuoto, un terreno non ancora esplorato, un ‘buco progettuale’ che produce uno iato tra le buone intenzioni dell’Arte e degli artisti ed i risultati che ottengono.
Vorremmo arrivare a riportare all’attenzione degli uomini alcuni dati base che stanno al centro del rapporto tra l’essere umano e la terra:
- in qualsiasi cosmogonia la terra è stata data in prestito all’uomo: prima o poi la dovrà restituire;
- il nostro mondo ha subito, come tutto l’Universo, tali e tante modifiche ed è sopravvissuto; non così i suoi abitanti;
- è l’uomo in pericolo, l’uomo che non sa più riconoscere la sacralità della natura e gli equilibri precari ma perfetti che consentono il cammino dei soli.
Tornare a pensare alla Terra, al Cielo, agli Elementi, come ad un dono, un’acquisizione temporanea, da trattare con rispetto.
L’ambiente ed i popoli che caratterizzano la Foresta Amazzonica costituiscono un patrimonio dell’umanità, messo a rischio da scelte, comportamenti ed azioni dettati dalla logica dell’interesse e del profitto. Soltanto attraverso un percorso di vera interculturalità è possibile conoscere “ciò che è diverso da noi” ed entrare in una nuova logica che conduce al rispetto e alla reciprocità.
Negli ultimi anni la “cultura ecologica” si è diffusa nelle varie espressioni artistiche, con lo scopo di “sfruttare” l’impatto emotivo e l’immediatezza insiti nell’arte per veicolare messaggi complessi e far riflettere sulle urgenze che attualmente affliggono il nostro pianeta.
Non è questo il nostro caso. Al contrario, quello che proponiamo con il progetto “Studio per Pianoforte e Foresta” è il ribaltamento di questa prospettiva: la natura si fonde con l’arte, dando vita ad un connubio e ad una reciproca integrazione. La natura non è più, come nel Romanticismo, fonte di ispirazione: è essa stessa forma, suono, colore che entra nell’arte e la trasforma, la porta alla naturalità delle origini, senza farle nulla perdere della sapienza formale acquisita nei secoli di temperie compositive.
Il progetto vuole essere testimonianza di un processo di fusione tra il ritmo della NATURA l’armonia della MUSICA; tra la contemporaneità della musica strumentale e l’arcaicità dell’humus più profondo da cui la musica prende ispirazione: la Foresta Amazzonica;
La libertà caotica dei suoni della Foresta incontra lo schema ordinato del Pianoforte generando una nuova musica. Tutto questo avviene nel segno dello scambio culturale tra Italia e Brasile, tra Europa e Sudamerica, tra uomo e natura.
Il progetto si lega alla nomina del 2011 come Anno Internazionale delle Foreste, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite:
“L’Anno Internazionale delle Foreste mira ad accrescere la consapevolezza e a promuovere un’azione globale per la gestione, conservazione e sviluppo sostenibile di tutti i tipi di foreste, comprese le specie arboree al di fuori delle foreste.”
Abbiamo pensato ad un viaggio musicale e visivo che attraversa il Rio delle Amazzoni.
Un viaggio che ha come protagonista Giovanni Allevi, amante appassionato della musica e punta di diamante dell’eccellenza artistica italiana e Fabrizio Plessi, il più immaginifico video artista italiano per la parte visiva.
La creazione dei due autori evoca l’invisibile, l’immaginario, le forme fantastiche e le immagini ctonie che la foresta provoca negli occhi e nella mente di chi la guarda e la ascolta.
La musica e le immagini vengono definite ‘Studio’ proprio perché da un’idea di base strutturata, il magma della natura interviene in modo inedito nella composizione, modificandola, distorcendola, facendola meticcia. La foresta ‘entra’ nella musica, deforma e colora le immagini: si fonde natura ed arte in un magma che può togliere il respiro.
Questa Opera, e la definiamo Opera nel senso più compiuto del termine, creata da artisti europei, da artisti ‘classici’ potremmo dire, diventa il MODO NUOVO di concepire l’arte, modo in cui la Natura non è ispirazione, ma prepotente protagonista, modificante forza, che impregna di sé la sapienza creativa.
E questa Opera verrà eseguita presso il Teatro dell’Opera di Manaus, il mitico teatro che ospitò Caruso, circondato da una selva allora inesplorata. Un rincorrersi di suoni e immagini in grado di cogliere il SENTIMENTO di attonito stupore di fronte ad un’Opera, come la foresta è, ancora incognita e gravida di emozioni.
La città di partenza sarà Belèm e la destinazione finale Manaus mentre il percorso di navigazione prevede una tappa intermedia nella città di Parintins.
Belém, la capitale “paraense”, è considerata la porta dell’Amazzonia brasiliana, scelta per i tratti marcanti della cultura indigena e la ricchissima cultura popolare.
Parintins ospita una delle più grandi manifestazioni della cultura popolare del Brasile – il Festival Folcloristico di Parintins dove si può ammirare tutto il talento e la creatività del popolo Amazzonico, oltre alle sue leggende e tradizioni.
Manaus: è proprio nel cuore della foresta, alla confluenza tra il Rio Negro e il Rio delle Amazzoni, che sorge Manaus, la capitale dell’Amazzonia. E’ sul finire del XIX secolo che, grazie alla ricchezza ottenuta con l’esportazione della gomma, si ebbe la possibilità di finanziare la costruzione di sontuosi palazzi in stile europeo: il Teatro Amazonas ne è il simbolo più conosciuto.
Durante la navigazione il maestro viaggerà accompagnato da un pianoforte che suonerà durante giorno, osservando le immagini della foresta e lasciandosi ispirare dal ritmo della corrente del Rio.
Prima della partenza da Belèm e all’arrivo a Parintins è previsto un omaggio al pubblico locale: una performance serale del maestro che si esibirà suonando il pianoforte in uno dei luoghi più significativi della città.
Arrivati a Manaus, si svolgerà la prova generale dell’Opera finale che si svolgerà presso il Teatro dell’Opera la sera seguente.
Il progetto ha un forte potenziale comunicativo e prevede la realizzazione di canali promozionali dell’evento.
In particolare:
- la presenza a bordo di una troupe per le riprese, diretta da un regista televisivo;
- la creazione di un sito dedicato;
- la creazione di un blog apposito con diario di bordo aggiornato e piccoli montaggi video della giornata.
La durata del percorso è di sei giorni, al termine dei quali avverrà il concerto a Manaus.
Per motivi climatici, i mesi più favorevoli allo svolgimento del viaggio fluviale sono compresi tra luglio e dicembre.
Scarica il progetto (PDF)
Tag: momento italia







