Architetture di luce    
Allegorie del Fuoco

Il concerto per Fuochi d'Artificio

Il fuoco d'artificio, chiamato in epoca barocca - nei secoli del suo massimo splendore - "focho di gioia e di allegrezza", è solo la più raffinata espressione estetica dell'uso catartico dell'incendio, del bruciamento, che l'uomo ha da sempre elaborato nei suoi riti di esorcismo o di vittoria. Fu con l'invenzione dei "fochi artificiati" che la forza catartica e gioiosa del bruciamento raggiunse il pieno del suo fulgore. Bisognerà attendere ancora due secoli per l'incontro fatale tra l'arte della pirotecnica e l'arte della musica, che si fusero in un "mirabile composto" di forza e di grazia. Da quella antica e documentata tradizione parte il nostro lavoro, nella ricostruzione contemporanea del "Concerto per fuochi d'artificio". Il concerto per fuochi d'artificio, da noi ideato nel 1981 secondo una metodica completamente rinnovata, è costruito su modello degli sfarzosi intrattenimenti regali del '600/'700 alle principali Corti d'Europa:





quando musicisti influenti (come Haendel e Lully) componevano brani adatti ad essere eseguiti con un intervento pirotecnico, e artificieri reali impreziosivano le note con i loro disegni in cielo, dai brillanti cromatismi cangianti. Il nostro lavoro mira a recuperare il più possibile le potenzialità dei fuochi d'artificio, a dar loro la stessa forza che avevano nello spettacolo barocco, riavvicinandoli alla "cultura alta", utilizzandoli come elementi di fusione tra varie espressioni artistiche, facendo in modo che non esprimano semplicemente se stessi, ma raccontino uno spettacolo. Ad ogni "frase" musicale corrisponde l'accesa contemporanea di più postazioni pirotecniche, il cui fuoco e la cui immagine luminosa durano esattamente lo stesso tempo della musica. Ciò consente di rendere "visibile" la musica e di far sentire il ritmo dei fuochi e il senso del loro variare, fino al gran crescendo del finale dello spettacolo. Le caratteristiche specifiche del concerto per fuochi d'artificio sono: uso a tutto campo delle potenzialità della pirotecnica (fuochi fissi e aerei), utilizzando in contemporanea due o più livelli prospettici nel disegno del fuoco verso l'orizzonte; accesa in simultanea di diverse postazioni, con conseguente "piena occupazione" dello spazio; assenza delle pause tra un fuoco e l'altro, così fastidiose negli spettacoli tradizionali (ogni secondo è occupato da uno o più fuochi, che conseguono le evoluzioni della musica); grande variazione ritmica, cromatica e scenografica.
 
 
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